Linfoma di Hodgkin

Foto linfoma di Hodgkin

 

Il Linfoma di Hodgkin (LH) è una forma di tumore che si origina dalle cellule linfoidi normalmente presenti nel sangue, nel midollo osseo, nei linfonodi e in molti altri organi.

Come per altre malattie del sangue non è ancora chiaro quali siano le cause alla base della malattia e non sono identificati specifici fattori di rischio. Una possibile eccezione è data dal virus Epstein-Barr che spesso è riscontrato nei pazienti con LH.

Per quanto riguarda i fattori ambientali i rischi possono venire dall’esposizione a pesticidi, agenti chimici tossici e radiazioni ionizzanti.

Incidenza

Ogni anno circa 4 persone ogni 100.000 abitanti contraggono un Linfoma di Hodgkin che, quindi, è considerato una malattia abbastanza rara. Non bisogna però dimenticare che nell’ambito della popolazione di età compresa fra i 15 e i 35 anni rappresenta una delle più frequenti forme tumorali.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi il primo sintomo del linfoma di Hodgkin è il rilevamento, spesso casuale, di linfonodi aumentati di volume al collo, ascelle o inguine, non motivati da infezioni. Altri sintomi posso essere la presenza di febbricola o febbre persistente, sudorazioni notturne profuse o prurito irrefrenabile.

In presenza di questi sintomi è fondamentale rivolgersi al proprio medico perché, se affrontata in fase iniziale, la malattia richiede trattamenti meno aggressivi e meno tossici.

La diagnosi richiede l’asportazione chirurgica del tessuto patologico (solitamente un linfonodo) e il successivo esame istologico. Talvolta i linfonodi ingrossati dalla proliferazione tumorale si trovano in sedi profonde come il mediastino (regione anatomica situata nel torace fra i polmoni) o l’addome; in tali casi possono raggiungere dimensioni considerevoli prima di essere riconosciuti, e possono manifestarsi con segni indiretti come tosse, difficoltà respiratoria o dolore addominale.

Terapia

Una volta ottenuta la diagnosi istologica è necessario effettuare la stadiazione della malattia. La diagnostica per immagini con ecografie, TAC e soprattutto la PET, è indispensabile per l’esatta definizione delle sedi di malattia.
Il trattamento prevede oggi invariabilmente una polichemioterapia, solitamente somministrata in regime ambulatoriale con disagi limitati per il paziente.

Lo schema di terapia di riferimento, più diffusamente impiegato nel mondo è l’ABVD, dalle iniziali dei farmaci che lo compongono.

Anche nel Linfoma di Hodgkin esiste una quota, fortunatamente minoritaria, di pazienti in cui la malattia assume caratteri di aggressività e resistenza alle cure. In questi casi vengono in aiuto alcuni innovativi farmaci biologici sviluppati negli ultimi anni.

Particolarità

La massa tumorale non è costituita dall’esclusivo accumulo di cellule patologiche, ma da una moltitudine di cellule infiammatorie normali fra le quali si osserva una piccola quota (2-3%) di cellule malate, dette cellule di Reed – Sternberg o cellule di Hodgkin.

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