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Ho combattuto contro la bestia che cercava di portarmi via tutto

 

paola

Era giugno 2013, la mia vita andava alla grande, 21 anni, appena completato gli studi ed iniziato a lavorare, un fidanzato, le mie amiche, la mia famiglia, andava tutto per il verso giusto, quando un pomeriggio improvvisamente il mio collo gonfia.

Inizio a fare molti controlli, fino a quando arriva la doccia fredda, Linfoma non Hodgkin. Da qui la vita cambia, alcune persone sono sparite, altre che non frequentavi invece si sonno avvicinate con l’unico scopo di aiutarti, ed altre ancora (quelle di sempre), hanno lottato insieme a me, come se il problema fosse il loro. Sono iniziati mesi di chemioterapia, la mia immagine allo specchio cambiava, non mi riconoscevo più, non volevo più vedere nessuno, ma combattevo, combattevo contro la bestia che cercava di portarmi via tutto, ma sicuramente non la voglia di vivere, quella mai.

I controlli, dopo 4 mesi di cure sembravano essere negativi, ma dopo poco arriva di nuovo la ricaduta e quindi mi sono sottoposta ad autotrapianto e radioterapia. Sono stata seguita da medici bravissimi, che hanno sempre cercato di aiutarmi sotto tutti i punti di vista, uno in particolare per me è stato ed è ancora il mio angelo custode.Ad oggi sono passati 8 anni, 8 anni dove sono rinata, dove ho imparato ad apprezzare le piccole cose, 5 anni fa mi sono sposata con la persona che all’epoca era il mio fidanzato, che insieme alla mia famiglia ed alle mie amiche ha lottato con me, e tre anni fa abbiamo ricevuto il regalo più bello che la vita potesse farci, una bimba di nome Angelica.

Non smettete mai di lottare, alla fine del tunnel la vita sarà ancora più bella!

Paola

 

 

 

 

 
 
 
Eppure io sto bene, voglio continuare la mia vita da sportivo anche se i globuli bianchi aumentano sono a 50.000. Io decido di tenere su tutti i fronti, come dice il mio ematologo. Continuano i controlli e i globuli bianchi arrivano a 150.000, è ora di intervenire. Io però non voglio arrendermi, faccio l'ultima Milano/Sanremo con linfonodi al collo e sotto le ascelle grossi come nocciole. 
Partono sei mesi di anticorpi monoclonali e chemio, ma durante la terapia non mollo, d'inverno monto sulla bicicletta sui rulli e pedalo tutti i giorni per 30/45 minuti. Quando arrivano le belle giornate prendo la mia bicicletta e pedalo per un’ora. Il mio ematologo si arrabbia ma io sto bene così. 
Dopo due mesi di terapie ho ripreso ad andare in bicicletta come se niente fosse successo. Oggi, nel 2019, mi presto a fare un viaggio in bicicletta di 2.200 km. Per questo voglio dire grazie a chi mi ha curato e soprattutto alla ricerca.
Walter
 
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