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Palermo, nuova casa AIL in un bene confiscato alla mafia

ottobre 2018
Ci sono i quadri alle pareti, i copriletto, gli elettrodomestici e tutti i confort per accogliere familiari di malati di leucemia e linfomi che provengono da fuori provincia e non possono permettersi di vivere in albergo. Dopo mesi di lavori e di raccolte di fondi per finanziare la ristrutturazione, apre la nuova Casa AIL “La Chiocciola”, realizzata in un appartamento confiscato alla mafia all’11° piano di viale Francia 2, per accogliere chi si trova a vivere un momento di prova.

La casa, grande 160 metri quadrati, dispone di 8 posti letto in 4 camere con bagno, una cucina funzionale e una zona comune, in una zona della città strategica per poter raggiungere i luoghi di cura del territorio palermitano. Il logo è stato pensato e disegnato da due alunni dell’istituto Setti Carraro, Manlio Rubino e Andrea Scimone. La nuova casa, i cui lavori sono costati circa 120 mila euro, si affianca alla prima struttura di accoglienza “La Coccinella” di via Parrini, con altri 12 posti letto.

“Casa Ail è utile non solo per chi ha pochi mezzi economici, ma anche per tutti coloro che, condividendo durante il giorno le ansie e le sofferenze dei parenti ricoverati, pur potendo permettersi una sistemazione alberghiera, trovano in questo appartamento un ambiente confortevole, familiare e la compagnia di persone in grado di comprendere le sfide e lo stress che la malattia comporta” afferma con entusiasmo il presidente di AIL Palermo, Pino Toro.

La cerimonia inaugurale si è svolta nell’auditorium “Marcello Puglisi” della chiesa Mater Ecclesiae, alla presenza di tantissimi volontari AIL, dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, dell’assessore alla Riqualificazione Urbana, Emilio Arcuri, del primario di Ematologia del Cervello, Francesco Fabbiano, del parroco di Mater Ecclesiae, monsignor Raffaele Mangano, e di tutti gli sponsor, in testa UniCredit, che ha fornito un contributo economico per l’acquisto di condizionatori ed elettrodomestici per la nuova casa di viale Francia e ha erogato un finanziamento per sostenere le spese di ristrutturazione. Tra coloro che hanno dato il loro contributo ci sono il Teatro Massimo, Agata Scalati Toia, che ha fatto una donazione in memoria del figlio Maurizio Toia, il direttore dei lavori Giuseppe La Monica.