Cosa sono le gammopatie monoclonali?
Le gammopatie monoclonali sono condizioni in cui alcune cellule del midollo osseo producono una proteina anomala detta proteina M o componente monoclonale. Di solito, questa condizione viene scoperta per caso durante i normali esami del sangue o durante i controlli fatti prima di un intervento chirurgico. Non causa sintomi né segnali particolari, per questo i medici la definiscono una scoperta occasionale. Si tratta spesso di una condizione stabile nel tempo ed è definita Gammopatia Monoclonale di significato incerto (MGUS). È importante sapere che:
molte persone convivono con questa condizione per anni senza problemi;
solo una piccola parte evolve nel tempo in malattie più importanti e che possono necessitare di trattamento;
è possibile monitorare la componente monoclonale con indagini di laboratorio specifiche con cadenza concordata anche con l’ematologo e/o il medico di famiglia
Come si scoprono e come si gestiscono?
Le Gammopatie Monoclonali (MGUS) vengono spesso scoperte per caso con un esame del sangue o delle urine, mentre per confermare la diagnosi è sufficiente un ulteriore prelievo per caratterizzare e misurare la proteina anomala.
Dopo la diagnosi di MGUS, nella maggior parte dei casi non serve una cura, ma solo controlli periodici nel tempo.
Questo approccio si chiama sorveglianza attiva: si monitora la situazione e si interviene con altre indagini mirate solo se necessario.
Qual è il rischio di evoluzione?
Nella maggior parte dei casi, le Gammopatie Monoclonali rimangono stabili nel tempo: solo una piccola percentuale può evolvere in malattie come il mieloma multiplo o altre condizioni. Il rischio, che quindi è generalmente basso, viene valutato dal medico.
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