“Sognando Itaca” e la velaterapia: torneremo con nuove idee dopo lo stop forzato di quest’anno.

Daniel Lovato 
Presidente AIL Verona ODV - Vicepresidente Nazionale AIL

Daniel LovatoUn viaggio lungo 14 anni

“Sognando Itaca”, nato dall’idea di un giovane paziente appassionato di vela, è il progetto di vela terapia per pazienti ematologici che per 13 anni è culminato con l’Itaca day il 21 giugno, in occasione della Giornata nazionale per la lotta le leucemie, linfomi e mieloma.

Quest’anno sarebbe stata la quattordicesima edizione che, a causa della pandemia, non si è potuta realizzare, come moltissime altre manifestazioni ed eventi di carattere nazionale o provinciale delle 81 Sezioni AIL presenti sul territorio nazionale.

La barca vela AIL in questi anni ha navigato in tutti i mari italiani fino ad approdare ad Itaca, toccando porti piccoli e grandi, e con un unico obiettivo diffondere presso le Ematologia italiane il progetto Itaca e la vela terapia come metodo per la riabilitazione psicologica e il miglioramento della qualità della vita del malato ematologico.

Lo sport è un'attività salutare che non è appannaggio esclusivo delle persone sane. Tutti, infatti, possono praticarlo con le dovute accortezze. Lo sanno bene anche i molti disabili e pazienti affetti da diverse patologie che lo fanno quotidianamente. Praticare sport si è rivelata un'arma potente non solo per migliorare la qualità della vita di chi lo svolge, ma anche per abbattere le barriere, anche psicologiche, che dividono il mondo della normalità da quello della disabilità, del dolore e delle limitazioni.

In questo ambito ha acquisito nel tempo sempre maggiore rilevanza la pratica della "vela-terapia", ovvero la possibilità per persone malate di trascorrere del tempo in barca a vela ed essere un “membro dell’equipaggio” a tutti gli effetti. Oggi, sono numerose le esperienze positive al riguardo.

È in questo contesto che si inserisce “Sognando Itaca”, un grande viaggio in barca a vela con skipper professionisti, pazienti ematologici in fase riabilitativa, loro familiari, medici, infermieri e psicologi che navigano insieme per essere un team a tutti gli effetti e diffondere la pratica della vela.

Muoversi con una barca a vela, non solo permette di saggiare le proprie abilità, ma migliora anche le relazioni sociali tra le persone con problemi simili e anche tra queste e le persone sane, il personale medico e infermieristico. Non si tratta certamente di una vera e propria terapia medica, ma sicuramente può essere considerata una co-terapia, senz'altro utile e di supporto alla terapia medica e a quella farmacologica.  "In mare, a vele spiegate, si può riprendere il tempo che talvolta la sofferenza ruba".

Il progetto ha consentito di raggiungere negli anni molti porti e numerose Sezioni AIL ma, soprattutto, circa 1.500 tra pazienti e loro familiari.

Non dobbiamo però mai scordare che la malattia oncologica, può essere definita psicologicamente come una malattia famigliare. Quando ci si ammala di cancro, le conseguenze psicologiche vengono condivise e combattute da tutto il nucleo famigliare. E i numeri sono elevati, secondo alcune statistiche, tre famiglie su quattro devono fronteggiare una diagnosi di cancro nell’arco della loro vita. La malattia oncologica è un trauma non solo fisico ma anche psicologico, sociale e spirituale; ne consegue che la progettualità della personalità del paziente e di tutto il nucleo famigliare viene bloccata e tutto viene “congelato” da una nuova presenza in famiglia che occupa lo spazio domestico in modo invadente: La Paura.

Ogni volta che un membro della famiglia si ammala di tumore, questa evenienza viene vissuta come inattesa, oltre che come negativa.
“Sognando Itaca” offre la possibilità ai pazienti e familiari che vi partecipano, anche se per un breve periodo, di trovare un momento di svago, di normalità. Di tornare a vivere la propria esistenza in pienezza, di scordare la malattia.
Per coloro che hanno avuto modo di ripetere l’esperienza si sono notati benefici di diversa natura: riallacciare rapporti sociali, aumento della soglia del dolore, riduzione della somministrazione di antidolorifici e di ansiolitici, e molto altro.
Essere vicini alle persone che soffrono con molti modi e strumenti diversi, ci consente di rispondere in modo completo alle loro necessità.

Queste sono citazioni che esprimono al meglio ciò che ci proponiamo di fare…

Dammi la tua mano…
Vedi?
Adesso tutto pesa la metà…
(Leo Delibes)


Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.
(Madre Teresa di Calcutta)


“Sognando Itaca” negli anni ha avvicinato molte Sezioni dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. Alcune di queste hanno avuto la capacità di dare continuità al progetto stesso. Il progetto, tuttavia, non può essere statico e deve guardare oltre, rinnovarsi, trovare nuove modalità per essere stimolo alle sezioni e un valore aggiunto per le persone che contano su di noi.

Non possiamo pensare di aver raggiunto l’obbiettivo definitivamente, dovremmo necessariamente elaborare nuovi percorsi e strategie per il bene di coloro che quotidianamente soffrono ed hanno bisogno del nostro aiuto.

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