Eosinofilia

Foto eosinofilie

L'Eosinofilia è caratterizzata dall'aumento del numero di eosinofili (un tipo di globulo bianco) circolanti nel sangue periferico. Quando il numero di queste cellule supera i 500 per mm3 il disordine assume una rilevanza clinica per la possibile comparsa di danni d’organo, in particolare a danno di cuore, polmoni e sistema nervoso centrale.

L’aumento di questa popolazione di globuli bianchi ha molteplici cause e quindi l’eosinofilia può essere clinicamente distinta in varie forme, in relazione alla causa primaria all’origine del disordine.

Nella gran parte dei casi l’Eosinofilia è secondaria, cioè uno stato che s'innesca a fronte di una stimolazione esterna del sistema immunitario, come reazioni allergiche o presenza di alcuni tipi di parassiti. In queste condizioni, infatti, come risposta alla stimolazione, si ha un rilascio di mediatori del sistema immunitario che poi influiscono sulla popolazione di eosinofili.

Ma, a prescindere da stimolazioni prevalentemente esterne, sono molteplici i motivi alla base di un disordine eosinofilo.

Si parla, ad esempio, di Sindrome ipereosinofila linfatica nel caso di un aumento degli eosinofili in concomitanza con malattie autoimmuni e malattie linfoproliferative, ma anche in concomitanza di alcune malattie tumorali di tipo solido.

Si parla invece di eosinofilie clonali quando il disordine è associato alla presenza di determinati difetti genetici come, ad esempio, alcune caratteristiche traslocazioni cromosomiche. Il danno genetico più frequente riguarda la traslocazione t (4;11) che determina la formazione di un gene ibrido e un quadro clinico simile a quello della Leucemia Mieloide Cronica. Altre traslocazioni fanno sì che i pazienti presentino caratteristiche cliniche simili a quelle delle sindromi mielo o linfoproliferative.

Esistono inoltre casi in cui l’eosinofilia clonale si evidenzia anche in assenza delle suddette trasformazioni genetiche. In questi casi è definita come Leucemia eosinofila non altrimenti specificata.

Tra le forme genetiche troviamo anche l’Eosinofilia familiare, causata della trasmissione di un difetto che sembra essere localizzato sul cromosoma 5, lo stesso che codifica alcuni dei principali mediatori immunitari che hanno anche un ruolo, ad esempio, nella eosinofilia secondaria prima menzionata.

Infine, è anche possibile che non si riesca a identificare una causa specifica e si parla quindi di Sindrome ipereosinofila idiopatica, una malattia caratteristica dell’età adulta avanzata che colpisce prevalentemente gli uomini.

Le terapie delle eosinofilie mirano alla risoluzione della malattia concomitante e originante il disordine, quando possibile. Negli altri casi il paziente viene attentamente seguito nel tempo per evitare le complicanze d’organo ed eventualmente trattato con corticosteroidi, ma anche con inibitori di tirosin chinasi e anticorpi monoclonali.

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