Leucemia Acuta Promielocitica

Foto Leucemia Acuta Promielocitica

GENERALITÀ

La leucemia acuta promielocitica (LAP) è una varietà di leucemia mieloide acuta (LMA) caratterizzata da manifestazioni cliniche di rilevante gravità, legate alle alterazioni della coagulazione caratteristiche di questa malattia. Tutto ciò si traduce in un rischio elevato di emorragie, anche potenzialmente fatali, e in minor misura di trombosi.

Le caratteristiche genetiche della LAP sono state inquadrate nel 1977 da Janet Rowley, che identificò il marchio genetico della malattia: la traslocazione t (15;17), un reciproco scambio di materiale genetico tra il cromosoma 15 e il 17.

Nel 1991 i ricercatori italiani, guidati da Francesco Lo Coco e Giuseppe Pelicci, identificarono i geni RAR alfa e PML coinvolti nella traslocazione caratteristica, presente esclusivamente nella LAP e che la distingue dalle altre forme di LMA.

INCIDENZA

L’età media di insorgenza della LAP è intorno ai 40 anni, generalmente più precoce rispetto alla LMA, e colpisce egualmente entrambi i sessi. Rappresenta circa il 10-15% del totale delle LMA.

DIAGNOSI e presEntazionE della malattia

La presentazione della malattia è simile a quella delle LMA, ma più spesso sono presenti sanguinamenti spontanei, ad esempio delle gengive, lividi e petecchie (piccole emorragie sulla pelle).

La diagnosi di LAP viene sospettata in presenza di un calo marcato di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi, specialmente di neutrofili, in associazione ad anomalie della coagulazione. Poco meno di un terzo dei casi si presenta coi globuli bianchi elevati, forme che vengono classificate a rischio più elevato.

L’aspetto delle cellule della malattia è poi caratteristico e di solito altamente indicativo per la diagnosi di LAP.

Nella quasi totalità dei casi la LAP mostra la tipica traslazione cromosomica già alla convenzionale analisi citogenetica e alla FISH, che servono per confermare il sospetto diagnostico. Nei rari casi in cui la malattia non viene immediatamente evidenziata, l’identificazione è accertata con la biologia molecolare.

TERAPIA

La terapia della LAP è stata completamente rivoluzionata nel corso degli ultimi anni grazie all’attività di ricerca che ha visto tra i principali protagonisti la Fondazione italiana GIMEMA. A oggi è possibile curare la malattia anche senza ricorrere alla chemioterapia, con un trattamento che prevede l’associazione di un derivato della vitamina A, l’acido trans-retinoico (somministrato per via orale), e del triossido di arsenico (per via endovenosa). Tale combinazione è in grado di far differenziare le cellule della malattia e portare in remissione ben oltre il 90% dei pazienti. Dopo l’ottenimento della remissione, vengono effettuati diversi cicli sempre con acido trans-retinocio e triossido di arsenico, in regime ambulatoriale e di day hospital, grazie ai quali il rischio di ricaduta della malattia diviene estremamente ridotto.

I pazienti con globuli bianchi elevati a più alto rischio necessitano ancora di chemioterapia intensiva per il controllo di malattia, e il triossido di arsenico non è ancora approvato in Italia per il trattamento di prima linea.

Nonostante i notevoli progressi nel trattamento, la LAP deve essere considerata un’emergenza medica che, soprattutto a causa del rischio di sanguinamento, deve essere trattata velocemente e con adeguate misure di supporto.

PARTICOLARITÀ

Quella, nella maggior parte dei casi, era sino a pochi anni fa una malattia letale, è oggi diventata una delle forme di leucemia più curabili e guaribili. Grazie alla ricerca scientifica.

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