Il vostro sostegno, un aiuto concreto per la ricerca sulla leucemia mieloide acuta

Studiare la leucemia acuta per calibrare i target terapeutici

Capire qual è il ruolo delle mutazioni del gene DNMT3A nel mantenimento della Leucemia Mieloide Acuta anche per stabilire la loro rilevanza come target terapeutici nella medicina di precisione. È questo l’obiettivo dello studio premiato con la borsa di studio dedicata alla memoria del Prof. Francesco Lo Coco e finanziata per il valore di 30 mila euro da AIL. La vincitrice è la Dottoressa Marcella Sabino che è stata premiata lo scorso 25 ottobre nel corso del congresso congiunto SIE e SIES. La giovane ricercatrice ci spiega il valore di questo studio e perché borse di studio come quelle sostenute da AIL possono fare la differenza.

Quali sono gli obiettivi di questa ricerca e le possibili applicazioni terapeutiche?

Il nostro obiettivo principale è quello di valutare l’essenzialità delle mutazioni di un particolare gene, il DNMT3A, nel mantenimento della leucemia mieloide acuta, ovvero nel persistere della malattia una volta che si è instaurata. La LMA è una malattia caratterizzata dalla proliferazione di cloni di cellule staminali ematopoietiche che non hanno completato il processo di maturazione. Queste cellule (blasti) lentamente rimpiazzano il normale tessuto nel midollo, alterando la produzione delle altre cellule (globuli rossi, piastrine e granulociti), per poi entrare nel circolo sanguigno ed infiltrarsi in altri organi.

Dal punto di vista molecolare la malattia è molto complessa e caratterizzata da numerosi danni genetici che cooperano per lo sviluppo della patologia, per questo è importante studiare le singole mutazioni e capire quanto e in che modo esse concorrono all’origine o al mantenimento della malattia.Oggi sappiamo da altri studi che il DNMT3A è un gene che influenza la crescita delle cellule tumorali e che le mutazioni a suo carico sono quelle più frequenti nella leucemia mieloide acuta, presenti sia negli stadi pre-leucemici e spesso persistenti anche dopo la terapia nei pazienti in remissione completa. Mentre è dimostrato che queste mutazioni hanno un ruolo fondamentale nel favorire lo sviluppo della LMA, resta da chiarire che funzione abbiano nel mantenimento della malattia.

La nostra ipotesi è che le mutazioni più comuni di questo gene non siano essenziali per mantenere la malattia attiva una volta che questa si è già instaurata. Siamo arrivati a questa tesi dopo i risultati preliminari ottenuti mediante la manipolazione del DNA di alcuni modelli cellulari di LMA: andando a correggere le specifiche mutazioni del DNMT3A, infatti, le cellule malate non smettono di crescere né muoiono. Mi spiego meglio: se determinate mutazioni fossero essenziali per la proliferazione delle cellule leucemiche, la loro correzione dovrebbe portare ad una riduzione della crescita ed eventualmente alla morte della cellula malata, mentre nei nostri esperimenti questo fenomeno non si è verificato. Anzi, la modifica delle mutazioni non ha avuto effetto significativo sulla riduzione della malattia.

Questi sono risultati preliminari che sembrano confermare l’ipotesi principale: una volta che LMA si è sviluppata la mutazione del DNMT3A non è essenziale per il suo mantenimento. Ora dobbiamo confermare questi dati con una ulteriore sperimentazione, sostenuta grazie alla borsa di studio finanziata da AIL. Questa ulteriore fase del progetto è importante perché ci permetterà di capire la rilevanza di queste mutazioni come target terapeutici diretti, ora che la medicina di precisione consente di sviluppare farmaci mirati verso bersagli specifici.

Perché è importante che associazioni e privati continuino a finanziare la ricerca?

Siamo ancora lontani dagli standard degli altri Paesi per quanto riguarda i finanziamenti pubblici per la ricerca, nonostante la produzione scientifica italiana sia abbondante e di grande valore. Negli anni sta aumentato l’interesse da parte dei privati e delle associazioni no profit, come AIL, e questo vuol dire che sta crescendo sempre di più la consapevolezza che ricerca scientifica è il motore fondante per i progressi in campo medico. Queste borse di studio sono importanti per dare la possibilità di raggiungere brillanti risultati trovando il proprio spazio in Italia, senza essere costretti a dare il proprio contributo alla scienza da troppo lontano.

 

 

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