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scuola in ospedale

La scuola in ospedale, una presenza fondamentale nel segno della normalità.

Di fondamentale importanza è che i bambini e i ragazzi ricoverati non perdano il contatto con la realtà esterna.
Non si tratta solo di aiutarli a recuperare competenze e conoscenze, ma anche e soprattutto, di prevenire eventuali handicap psicosociali, dovuti al distacco dai compagni, dall'aula di provenienza, dalla "vita prima della malattia".

Il bambino o l'adolescente deve essere aiutato a mantenere contatti con la sua scuola di provenienza ma anche spronato ad interagire con l’ambiente che lo circonda. L’insegnante in ospedale può fare tutto questo, avendo una conoscenza aggiornata della situazione clinica del paziente, attraverso il contatto continuo con i medici curanti.

Guarda il video: La scuola in ospedale

 

LE ESPERIENZE PIU' SIGNIFICATIVE

  • la scuola di Padova

    "Nella vita comune di ciascuno di noi la scuola è un’istituzione che accoglie a sé gli individui nelle proprie strutture; la scuola in ospedale, ed in particolare nel reparto di oncoematologia, è la scuola che va al bambino e più precisamente al letto del bambino e mira ad offrire forme di attività volte anche ad aumentare il suo benessere". (Un insegnante).

    LA SCUOLA ELEMENTARE DI ONCOEMATOLOGIA
    A Padova prestano servizio due insegnanti di scuola elementare:

    • nel Day Hospital Oncologico - dove si seguono i bambini attraverso attività ludico-ricreative, manipolative, ludico-didattiche e didattiche
    • nel reparto di Oncoematologia - dove il rapporto con gli alunni è prolungato nel tempo e viene dunque utilizzato un approccio basato sulla programmazione di classe.

    Al momento dell’ingresso in reparto del bambino, vengono raccolte informazioni sulla scuola di provenienza affinché vi sia una programmazione condivisa che possa aiutarlo nel suo percorso scolastico.

    I bambini curati nei reparti oncologici non possono riprendere i contatti con la comunità scolastica per problemi di immunodeficienza. A loro viene consentito di procedere con il programma scolastico, tra un ricovero e l’altro, attraverso un servizio di istruzione domiciliare.

    La scuola in ospedale è certificata e riconosciuta.
    Al termine dei ricoveri programmati per le terapie, viene rilasciata una valutazione sul lavoro svolto.

    LA SCUOLA MEDIA IN ONCOEMATOLOGIA
    La scuola media in ospedale (S.M.S. G. Mameli di Padova) è un'esperienza giunta al suo nono anno (partì nel 1996).

    Attualmente ci sono sei cattedre attive, per un’offerta complessiva di 108 ore settimanali di insegnamento.

    La scuola dispone di un’aula in reparto nella quale si svolgono le attività didattiche rivolte agli alunni in grado di muoversi. In caso di impossibilità del paziente, la lezione si svolge, invece, direttamente al letto nelle stanze di degenza.
    Oltre al reparto, si fa scuola anche in day hospital e nella sezione sterile per i trapianti di midollo.

    La didattica si svolge secondo le linee programmatiche concordate con le scuole di provenienza degli alunni.
    La relazione che si instaura tra gli insegnanti e l’alunno, dopo la prima accoglienza, porta alla realizzazione di un accordo che stabilisce i tempi, i luoghi, le modalità del fare scuola. In queste condizioni si riesce quasi sempre a far riaffiorare la motivazione allo studio, che è alla base della ripresa di progettualità.
    Oggi, grazie alla presenza della scuola in ospedale, la percentuale degli alunni che riesce a conservare il passo con la classe forzatamente abbandonata, supera il 95%.

  • la scuola di Pesaro

    La pluriclasse di Scuola Materna, Elementare e Media, istituita nella Divisione di Ematologia dell’ospedale San Salvatore di Pesaro, è attiva dall’anno scolastico 1995/96.
    E’ sostenuta e finanziata sin dall’inizio dall’AIL di Pesaro, che l’ha dotata di tutte le attrezzature necessarie a creare un ambiente accogliente e sereno.

    In questo ambiente, operano insegnanti, docenti, psicologi e volontari.

    La Scuola dispone di una postazione multimediale sofisticata, donata da Telecom, che permette di seguire i ragazzi ricoverati nelle camere sterili, alleviando così il loro isolamento. Gli strumenti informatici di cui è dotata, inoltre, servono da supporto e stimolo all’azione didattica, ma soprattutto rendono possibile, attraverso la videoconferenza, la comunicazione con gli alunni di altre Scuole in Ospedale, in Italia e all’estero.

    Al momento della dismissione, poi, la Scuola, con autorizzazione ministeriale, rilascia tutta la documentazione necessaria attestante le attività svolte dal bambino durante il periodo di degenza assicurandone, in tal modo, il reinserimento nella classe di provenienza.

  • la scuola di Pescara

    La Scuola in Ospedale Statale di Pescara istituita dal IV Circolo Didattico nel 1999, opera nei reparti di Ematologia Clinica (day Hospital, degenze, isolamento, UTIE), Pediatria Medica, Chirurgia Pediatrica, Ortopedia e Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Civile “Santo Spirito”, con insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia.

    Le insegnanti lavorano con bambini e ragazzi dall’età prescolare ai 18 anni.

    La scuola in Ospedale si propone come luogo in cui giocare, costruire, manipolare, inventare, scoprire, studiare.
    L’intervento didattico si può articolare nel piccolo gruppo o in rapporto uno a uno, negli spazi destinati dai vari reparti, nelle camere di degenza o in camera sterile, sulla base di uno specifico progetto che coinvolge gli alunni attraverso strategie adatte alle singole situazioni.

    Il fine dell'azione educativa consiste nel riconoscere e valorizzare la diversità di ognuno e consentire a ciascuno di esprimere le proprie caratteristiche, i propri interessi, maturare le proprie potenzialità.

    Nel caso di ricoveri prolungati e\o ripetuti vengono contattate le scuole di provenienza, in modo da impostare il lavoro in continuità con quello della classe di appartenenza.

    Al momento della dimissione del paziente, viene rilasciata la documentazione attestante le attività svolte.

    Per gli alunni con deficit immunitario e che, quindi, non possono avere contatti con la comunità scolastica, o per tutti coloro che non possono frequentare la scuola per un periodo superiore a trenta giorni, viene attivato il servizio di istruzione domiciliare.

    L’Ospedale Civile “Spirito Santo“ ha aderito al Progetto del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca denominato HSH@Network (Hospital - School - Home) del 2004, autorizzando il cablaggio dei reparti in cui è presente la Scuola.
    Attualmente, infatti, nei reparti di Ematologia, UTIE, Pediatria e Chirurgia Pediatrica, proprio grazie al progetto HSH, i bambini ricoverati hanno a disposizione attrezzature informatiche e collegamenti wireless che consentono loro di limitare l’isolamento determinato dall’ospedalizzazione.

    La Scuola in Ospedale di Pescara è anche scuola Polo per l’Abruzzo e cura i rapporti con le altre scuole ospedaliere e con il Ministero.

  • la scuola di Reggio Calabria - Servizio Ludoteca AIL

    Grazie al sostegno della Sezione AIL di Reggio Calabria è stata istituita, nel locale ospedale “Bianchi – Melacrino – Morelli”, una sezione multidisciplinare della Scuola. Dal 2 novembre del 1999, presso lo stesso ospedale, c’è anche un Servizio Ludoteca.

    Il Servizio Ludoteca AIL è rivolto ai pazienti affetti da patologia onco-ematologica di età compresa tra gli 0 e i 18 anni.
    Un’equipe di specialisti, composta da una pedagogista, due ludiste e una psicologa, in sinergia con il personale medico e paramedico, svolge attività di supporto ai bambini nei diversi ambienti della Divisione di Ematologia del locale ospedale, Reparto di Degenza, Day Hospital e Centro Trapianti di Midollo Osseo.

    Al suo ingresso in ospedale, il bambino non porta con sé solo la sua patologia, ma tutto il suo “essere”, costituito da un insieme di potenzialità, attitudini, competenze che lo distinguono nella sua individualità. Assecondarle e svilupparle attraverso il gioco nelle sue varie forme costituisce un momento importante di distrazione e crescita.

    L’intento dell’équipe del Servizio Ludoteca AIL è sin dall’inizio quello di creare una base comunicativa con il bambino, per agevolarne l’adattamento, per aiutarlo a orientarsi all’interno di un mondo vissuto come ostile, per indurlo a comprendere e gestire le proprie emozioni.

    Il lavoro di accoglienza e sostegno costituisce il momento preparatorio alle attività ludiche vere e proprie, che offrono a ciascun bambino, l’occasione di esprimere le proprie emozioni, sperimentare nuove relazioni e raccontarsi.

  • la scuola di Roma

    La Scuola in Ospedale è un’istituzione presente da anni nella Clinica Ematologica del Policlinico Umberto I di Roma.
    Dalle Elementari alla Scuola Media Superiore, alunni lungodegenti e in day hospital, vengono seguiti da insegnanti qualificati.

    Per quanto riguarda la Scuola Elementare, il lavoro nella Clinica di Ematologia si svolge nelle stanze di degenza del Reparto Pediatrico e nel locale Scuola, sito all’interno della palazzina RomAil. Due le insegnanti titolari delle cattedre attive per questo livello di insegnamento.

    Circa la Scuola Media, la sezione ospedaliera dipende dalla scuola-polo per la Regione Lazio S.M.S. “Don Morosini”.
    Le attività didattiche seguono un percorso duplice. Da una parte gli alunni svolgono un programma stabilito direttamente con le rispettive scuole di provenienza, dall’altra realizzano progetti multidisciplinari “autonomi”, a volte anche in collaborazione con altre sezioni ospedaliere.
    Grazie a strumenti multimediali sofisticati, i ragazzi si possono esprimere a 360°, integrando più linguaggi e creando una classe “virtuale” in cui il loro stesso ruolo si ridefinisce: da semplici alunni, a portatori loro stessi di conoscenze ed esperienze.

    Grazie all’offerta gratuita fatta a RomAIL di una piattaforma didattica su internet, è consentito ai giovani studenti l’accessibilità anche quando sono fuori dalla Clinica.
    Inoltre si sta operando per creare una finestra didattica virtuale, accessibile tramite personal computer collegati in rete wireless, attraverso la quale i ragazzi ospedalizzati possano seguire dal loro letto in teleconferenza le lezioni svolte presso una scuola romana.