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Storia di F.R.

Mia figlia, F. R., 24 anni, in stato di gravidanza, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso del Policlinico Umberto I dove le era stata riscontrata una bronchite, due giorni dopo è entrata in pronto soccorso all'ospedale S. Giovanni per problemi respiratori e successivo versamento pleurico e pericardico.


Non potendo fare una radiografia per evitare eventuali problemi al bambino, si è proceduto con attente e frequenti analisi, verifiche, esami ecografici del caso ed anche esami citologici e degenza nei vari dipartimenti: Medicina d'urgenza, Cardiologia, Ginecologia, Anestesia, Terapia intensiva post operatoria ed Ematologia. In quest’ultimo reparto, diretto dalla prof. Luciana Annino, le è stato diagnosticato un Linfoma non Hodgking.


Potete immaginare il dramma che in quel momento ha colpito la nostra famiglia, dover affrontare questo nemico a noi sconosciuto!


Nei trenta giorni di degenza, tra tentativi di varia natura, drenaggi continui alla pleure e pericardio, abbiamo rischiato di perdere F.


Mia figlia non riusciva da tempo a stare distesa sul letto, a respirare, si stava debilitando giorno dopo giorno per i vari farmaci a base anche di cortisone che alterando i lineamenti del paziente ingannava tutti noi nella visione.


Poi sono intervenuti con immediatezza la prof.ssa Annino e il personale del reparto di Ematologia del S. Giovanni di Roma, portando a termine la gravidanza attraverso un parto cesareo di estrema difficoltà e iniziando i trattamenti del caso.


Adesso, a distanza di un anno nel quale F. ha completato sei cicli di chemioterapia, dopo un ciclo di radioterapia nella parte residuale del linfoma, con grande serenità insieme alla mia famiglia guardiamo al futuro apprezzando le capacita di gestione che abbiamo riscontrato nella sanità pubblica, dove il personale ospedaliero è andato ben oltre le normali attività e responsabilità e con grande umanità e professionalità ha coordinato l'intera attività ed il rapporto con la famiglia.


Sento, ora, la necessità di ricordare qualche precedente: l'estate di due anni fa non vedevo mia figlia tutti i giorni, e, incontrandola ad una festa, la trovai molto dimagrita. Lei mi disse che mangiava poco per scelta personale.

Successivamente raccontò a mia moglie che dormiva poco la notte, sudava e tossiva molto e che improvvisamente aveva i battiti cardiaci accelerati. Io e mia moglie pensammo alle troppe sigarette che fumava e allo stile di vita piuttosto irregolare, come quello di tutti i ragazzi della sua età.


Poi ci disse che era incinta e le nostre preoccupazioni presero un'altra direzione.


Chiedemmo consigli e si fece visitare da medici di famiglia, ginecologi (anche pronto soccorso Umberto I), ma i sanitari dicevano che poteva essere bronchite, allergia ed altre ipotesi. Nei vari controlli ed analisi, pur riscontrando alcune difformità, globuli bianchi o piastrine basse, oppure un evidente ingrossamento di una vena sul collo, non si è mai avuto un particolare sospetto.


Fino a che non siamo arrivati al pronto soccorso del S. Giovanni….

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