AIL RICORDA IL PROF. MANDELLI

  • Ciao Prof Mandelli
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Un anno fa si è spento a Roma Franco Mandelli, padre dell’ematologia italiana e luminare nella lotta alle malattie del sangue. Il Professore ha accompagnato AIL dalla sua nascita, nel 1969, e ne è stato presidente per 14 anni, dal 2004 al 2018. Grazie alla sua testimonianza, civile e scientifica, l’Associazione è diventata uno dei maggiori punti di riferimento per ricerca e per l’assistenza ematologica in Italia.

Franco Mandelli, ha dedicato tutto se stesso ai “suoi” pazienti e ai “suoi" volontari. Oltre 50 anni di carriera spesi a cercare di migliorare la vita degli altri, a trasformare i sogni impossibili in realtà, a fare in modo che la speranza non si spegnesse mai. Il“Prof”, come tutti lo chiamavano, ha impiegato molto meno di una vita per capire che curare significa prima di tutto prendersi cura.

Il Prof. ha incarnato la figura del medico moderno, anima di AIL e grande comunicatore. Grazie a lui sono nate le prime Case Alloggio, strutture che ospitano gratuitamente pazienti e familiari nei maggiori centri di cura italiani, i banchetti in tutte le piazze d’Italia per raccogliere fondi per la lotta ai tumori del sangue, e ancora la Partita del cuore e la maratona televisiva Trenta Ore per la Vita e numerose altre iniziative di solidarietà.

CHI ERA FRANCO MANDELLI

Nato a Bergamo il 12 maggio 1931, si è laureato in Medicina e Chirurgia a Milano nel 1955 e si è specializzato in medicina Interna a Parma. Un incontro che ha lasciato il segno nella sua vita è stato quello con Jean Bernard, importante studioso dell’Hopital Saint-Louis. Dopo aver appreso le tecniche all’avanguardia da lui applicate in Francia, infatti, il Professore le portò in Italia dando un importante slancio all’Ematologia del Paese e al reparto del policlinico universitario Umberto I di Roma.

Nel 1982, ha avuto l’intuizione di fondare il GIMEMA, struttura che mette in comunicazione 140 centri Ematologici e 89 Laboratori in tutta Italia, una sorta di internet nata prima ancora dell’avvento del web.

Ha insegnato presso l’Università Sapienza di Roma per trent’anni e ha ricoperto la carica di presidente di due importanti realtà: AIL - Associazione Italiana contro le leucemie i linfomi e il mieloma) e il GIMEMA - Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto.

Per la sua attività scientifica e di solidarietà ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, fra i quali l’onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la medaglia d’oro al merito della sanità pubblica. È autore di oltre 700 pubblicazioni scientifiche sia in Italia che all’estero.

Il ricordo del presidente della repubblica sergio mattarella

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia celebrativa dei 50 anni di attività dell’AIL

Palazzo del Quirinale, 21/06/2019

(...) Questi cinquant’anni sono una ricorrenza importante; si affiancano a una ricorrenza che ci fa ricordare un anno dalla scomparsa del Professor Franco Mandelli, con grande rimpianto e grande riconoscenza per quel che ha fatto.
Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di frequentarlo. Avevo occasioni di collaborazione quando ero molti anni fa al governo, e ogni incontro con lui è stata sempre un’occasione per registrarne rigore scientifico, serietà di impegno e grande carica di umanità sempre accompagnata da ottimismo e speranza

È stato un grande maestro nella Ricerca, nel contributo che ha fornito alla scienza, nell’individuazione di metodologie di cura per leucemie e linfomi, nella capacità di informare e sensibilizzare la pubblica opinione, nella capacità di organizzare.
La presenza di AIL, che festeggia cinquant’anni, sono la prosecuzione e l’espressione dell’impegno che il Professor Mandelli ha sempre immesso nella sua attività e nella sua dedizione, sempre ponendo al centro la persona del paziente. Non posso dimenticare la grande capacità che aveva - per quello che so, con ogni paziente - di dialogare con i familiari, di incoraggiarli, di dare speranze. Mettere la persona al centro è ciò che ha animato tutte le realizzazioni che sono state compiute.
(...) È stato detto poc’anzi che ci manca e ci mancherà la sua presenza. Ma non ci manca il suo insegnamento, quel che ha seminato, quel che ha realizzato e quello che continua grazie ad AIL.
Davvero tengo a dire che la Repubblica vi è grata, perché questo versante di patologie, che erano così drammaticamente sconvolgenti per qualunque paziente a cui fossero diagnosticate, è diventato un sentiero di speranza nella gran parte dei casi. Questo è merito della scienza, del Professor Mandelli, di tanti scienziati, docenti e medici; è merito anche dei volontari e di quanto AIL compie ogni giorno.
Grazie per quello che fate e auguri.
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