Il ricordo del Prof. Amadori

HO PASSATO 50 ANNI AL FIANCO DEL PROFESSORE, CHE MI HA INSEGNATO A NON ARRENDERMI MAI, ANCHE DI FRONTE ALLE SFIDE Più DIFFICILI.

Franco Mandelli ci ha lasciato una grande eredità: l’energia positiva di un'Associazione sana e forte, la soddisfazione dei risultati raggiunti e l’ambizione di raggiungerne di nuovi.

L’Italia e tutto il mondo scientifico hanno perduto un anno fa un grande scienziato e una persona meravigliosa. Ho conosciuto il Professor Franco Mandelli nel 1967 e da allora i miei 51 anni di carriera sono legati a lui: dalle prime lezioni all’università Sapienza di Roma, alla Specializzazione, dai primi passi nel reparto di Ematologia al Policlinico Umberto I, alla mia nomina a professore ordinario a Tor Vergata, da quella a Direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia della stessa università, fino alla presidenza dell’AIL.

Ovunque, il sorriso e la spinta del Prof. Mandelli mi hanno accompagnato nelle scelte più difficili, nelle sfide più affascinanti e sono convinto che il suo insegnamento e il suo esempio costituiranno ancora per me una motivazione speciale. Per questo, quando mi venne proposto di prendere il suo posto alla guida dell’AIL, avevo l’obbligo di raccogliere il testimone e proseguire la corsa, come in una staffetta, il cui traguardo è la vita, il miglioramento delle condizioni del malato, la ricerca di nuove e rivoluzionarie terapie, la valorizzazione di nuovi giovani scienziati che sappiano proseguire il grandissimo lavoro che il Professore e altri colleghi hanno portato avanti.

Ci manca e ci mancherà il Prof. Mandelli. Ci manca la sua concretezza, la sua convinzione, la sua capacità di aggregazione, il suo saper fare squadra. Ci manca il suo sorriso e anche il suo carattere, a volte spigoloso. Ci manca la sua determinazione e il suo governo del “fare” a dispetto di burocrazia e lungaggini, la sua rete di relazioni, il suo saper raggiungere un obiettivo a qualsiasi costo alternando sapientemente bastone e carota, decisionismo e diplomazia. Ci manca tutto questo ma siamo convinti che, avendo lavorato con lui 50 anni gomito a gomito - e con me i tanti che hanno tirato su questa formidabile Associazione che è l’AIL - molto abbiamo imparato e sapremo far tesoro dell’energia positiva che il Prof. continuerà a trasmetterci.

È l’energia positiva di un'Associazione sana, è quella delle migliaia di volontari che ogni giorno dedicano tempo ed energia all’AIL, è la soddisfazione dei risultati raggiunti e l’ambizione per quelli che raggiungeremo.

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