Il ricordo del Prof. Tura

L’Uomo Mandelli è stato ancora più grande dell’Ematologo.

Non ha mai atteso riconoscimenti, pur avendone ricevuti tanti, perché ciò che riusciva a realizzare lo sentiva come il più bel compenso per il suo operato.

L’Ematologia italiana ha radici molto lontane: Adolfo Ferrata (1880-1946) è stato il vero “ostetrico” dell’ematologia nel mondo.

Se la domanda è mirata a conoscere quando l’Ematologia è diventata materia di insegnamento nelle facoltà mediche, le rispondo nel 1968. Completo la risposta scrivendole che l’ematologia come divisione ospedaliera è “nata” prima di quella universitaria.

Franco Mandelli alla fine degli anni ‘60 costruì prima l’Ematologia all’Università di Parma, poi dopo quella dell’Università La Sapienza di Roma. Da quest’ultima cattedra ha diretto l’orchestra “ematologica italiana” ed è stato ambasciatore di quest’ultima nel mondo.

L’“Uomo” Mandelli è stato ancora più grande dell’Ematologo. Ha preso per mano l’AIL, alla fine degli anni ‘80, una struttura che si occupa del paziente emopatico e dei suoi familiari e ne ha fatto un’Associazione con oltre ottanta sezioni provinciali.

Franco Mandelli non ha mai atteso riconoscimenti, pur avendone ricevuti tanti, perché ciò che riusciva a realizzare lo sentiva come il più bel compenso per il suo operato.

L’Uomo era tanto stimato che a Roma nessuna porta rimaneva chiusa quando Lui bussava e non temeva di assumere vesti da elemosiniere perché la stima che Lui godeva lo teneva al riparo da qualsiasi dubbio.

Quanto ho scritto io l’ho vissuto: sono stato testimone del suo operato e da Credente sono certo che il Signore lo ha accolto tra i Suoi figli migliori.

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