CAR-T Il futuro è già qui

Aggiornare uno scenario in continua evoluzione e migliorare la conoscenza, l’accesso e la gestione  dei trattamenti, con uno sguardo alle esperienze cliniche maturate, ai successi dei pazienti trattati e ai futuri ambiti di applicazione: riparte CAR-T – Il futuro è già qui, campagna itinerante e online promossa da AIL.  

Il futuro è qui

A cinque anni dall’arrivo in Italia della prima terapia genica anticancro, le CAR-T (acronimo di Chimeric Antigens Receptor T-Cells), terapie avanzate basate sulla modifica e sul potenziamento dei linfociti T che in questo modo riescono a riconoscere e aggredire le cellule tumorali, sono oramai una realtà ben presente nella pratica clinica di numerosi Centri italiani. Si comincia a raccogliere i frutti di questi primi anni di utilizzo e gestione delle terapie CAR-T, diventate un nuovo paradigma di cura per alcuni tumori del sangue, aggressivi e refrattari, e motivo di speranza per i pazienti dopo tanti fallimenti.

Ma il ‘viaggio nel futuro’, appena iniziato, continua perché se da un lato aumenta il numero delle CAR-T cells autorizzate in oncologia e onco-ematologia (secondo il Report 2019 dell’European Society for Blood and Marrow Transplantation-EBMT sui trapianti di cellule emopoietiche, le terapie CAR-T sono cresciute del 650% rispetto al 2017) e nei laboratori di tutto il mondo la ricerca scientifica avanza velocemente a caccia di nuovi e difficili bersagli da colpire, dall’altro le CAR-T come le conosciamo oggi sono solo il primo passo su un cammino in profonda evoluzione e con molti interrogativi a cui dare risposte.

In questa prospettiva AIL, ha deciso di riprendere il ‘viaggio’ di CAR-T – Il futuro è già qui, campagna itinerante e online nata nel 2021, per informare pazienti, familiari, caregiver e specialisti, e migliorare la conoscenza, l’accesso e la gestione dei trattamenti, con uno sguardo alle esperienze cliniche maturate, ai successi dei pazienti trattati e ai futuri ambiti di applicazione. La terapia di trasferimento delle cellule T prende anche il nome di terapia cellulare adottiva, immunoterapia adottiva o terapia cellulare immunitaria e, nel caso delle CAR-T, non prevede l’utilizzo delle classiche molecole di sintesi chimica, bensì di geni, cellule e tessuti geneticamente modificati e poi somministrati al paziente.

Le CAR-T agiscono direttamente sul sistema immunitario del paziente per aiutarlo a riconoscere e distruggere le cellule tumorali; infatti, la modificazione genetica effettuata in laboratorio sui linfociti T permette di far esprimere a queste cellule una specifica molecola (recettore) che le renderà in grado, una volta espanse e reinfuse nel paziente, di riconoscere bersagli (antigeni) presenti sulle cellule tumorali ed eliminarle.

Per quali tumori sono efficaci

Ad oggi, le CAR-T si sono rivelate efficaci per alcuni tumori del sangue – come i Linfomi non-Hodgkin, Leucemie linfoblastiche acute e il Mieloma – nei pazienti che non rispondono più alle terapie convenzionali, ma in futuro potrebbero essere utilizzate anche per altri tipi di tumori del sangue, ed in prospettiva per i tumori solidi.

L'intervista di Andrea Grignolio

Come sono state scoperte le CAR-T? Come agiscono contro i tumori? Quali malattie possono e potranno curare? Andrea Grignolio, Docente di Storia della Medicina e Bioetica, Università San Raffaele e CNR Ethics ci accompagna nel viaggio intorno alla grande innovazione che sta cambiando il futuro nel trattamento dei tumori.

Car-t il futuro della medicina

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